Outlet dolciario si fa spazio in città

Outlet dolciario si fa spazio in città

Una sorta di supermercato dedicato a torte e pasticcini artigianali, caramelle, torroni, biscotti, brioches, confetti, cioccolatini, insomma dolci di ogni tipo, sia freschi sia confezionati, a prezzi bassi e con sconti del 50% sul pane e i prodotti da forno non venduti dopo le 18.30: è la formula con cui l’insegna Outlet dolciario sta sviluppando i suoi negozi, oggi 23, cui se ne aggiungeranno altri 3 a novembre e 5 nel 2016. La strategia è espandersi sia in aree centralissime come per esempio via Torino a Milano, sia in zone più periferiche, coprendo le province di Brescia, Bergamo, Varese, Monza Brianza, Novara, oltre al capoluogo lombardo, puntando sulla vastità dell’assortimento, in cui si dà spazio sia al marchio della catena (Sapori Artigianali), sia a brand esterni (come Lindt e Perugina). La previsione per quest’anno è superare un giro d’affari di 50 milioni di euro, dopo un 2014 chiuso con 35 milioni, con investimenti in comunicazione di 1 milione di euro tra televendite e volantini.

negozio-dolci-1Tutto comincia nei primi anni 90, quando Mauro Tiberti (il titolare della catena) avvia la sua attività di fornaio, inizialmente rifornendo solo la grande distribuzione (quindi supermercati, mense e ospedali), per poi aprire un punto vendita nel ’96 in cui vendere i suoi prodotti, in Valle Camonica di cui è originario, e due anni dopo avviare un altro laboratorio più ampio, trasferendosi a Brescia per aprire un panificio nel 2004 e cominciare a dedicarsi anche alla pasticceria.
«Mi sono accorto che, pur continuando a servire la grande distribuzione, era interessante sviluppare il discorso dei negozi, e ne ho aperti altri con un maggiore assortimento, composto da prodotti da forno e confezionati, fino a che ho capito che la clientela cercava un assortimento specializzato nel dolciario», spiega Tiberti.
Così nel 2008 arriva il primo punto vendita con un format simile a quello attuale, nell’Outlet Village Franciacorta (a Rodengo Saiano, Brescia) da cui nasce anche il nome Outlet dolciario. «Oggi abbiamo 23 negozi, con tre nuove aperture previste per novembre, a Bergamo, Caleppio di Settala e Cermenate. Il format prevede 600 metri quadri di vendita, in cui puntiamo molto sul fresco che produciamo noi, come pasticcini, torte e anche proposte salate come tranci di pizza; poi c’è il confezionato, che è realizzato principalmente da aziende esterne che però vendiamo con il nostro marchio Sapori Artigianali».

Nei negozi a insegna Outlet dolciario si trovano infatti molti tipi di biscotti e torte confezionati, caramelle e marshmallow, snack, cioccolatini, meringhe, dolcetti, sfoglie, creme, dolci tipici delle festività, sia a scaffale sia in isole che creano delle corsie; poi c’è il bancone con i prodotti da forno, come pane, pasticcini e pizza. Sono disponibili anche torte personalizzabili di ogni dimensione per le diverse occasioni, come matrimoni, battesimi, cresime, lauree e cerimonie varie.
«In due anni vorremmo avere l’80% dei prodotti con il nostro marchio», continua l’imprenditore. «Ora il fresco pesa circa per un terzo del fatturato, un terzo è dovuto ai prodotti confezionati con il nostro brand e un terzo a quelli di marchi esterni».
Essendo uno spaccio di dolci, il prezzo chiaramente deve essere conveniente (dal 20% al 60% in meno della media): in tal senso si sfruttano le opportunità offerte per esempio dall’acquisto delle rimanenze. «Inoltre dal 2005, ho deciso di scontare fino al 50% i prodotti freschi rimasti invenduti a partire dalle 18.30, in modo da smaltire tutto e proporre sempre prodotti fatti in giornata».

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La catena ha negozi in diverse aree del Nord Italia, tra cui Milano è una delle più importanti, visto che ce sono circa 15 di cui due in centro, uno in via Torino e uno in Corso Buenos Aires (nella foto). L’insegna sta inoltre pensando di provare a entrare in nuovi contesti, come dimostra il fatto che è in corso una trattativa per aprire il primo outlet in un centro commerciale (quello di Ikea a Brescia). Gli investimenti per i negozi vanno dagli 800 mila euro nelle zone periferiche a 3 milioni nei centri delle città, con un numero di dipendenti che arrivano a 25 in quelli più grandi e trafficati. «La nostra clientela è composta principalmente dalle famiglie che vengono a fare la spesa di dolci e prodotti da forno ma ci sono anche giovani; nei punti vendita in centro, per esempio quelli a Milano, molte persone acquistano alimentari da consumare sul momento», osserva Tiberti.
Dal punto di vista della comunicazione, oltre ai volantini ci sono in programma alcune televendite, tra una con Paolo Bonolis in Avanti un altro, con cui si vuole promuovere il sito di e-commerce (www.outletdolciario.it), «su cui per ora vendiamo solo il confezionato: è un progetto in cui stiamo investendo da tre anni e in cui credo molto», conclude l’imprenditore.

https://www.spaccioexpert.it/wp/item/franciacorta-outlet-village/